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Le Novità di Empirìa
via Baccina 79 00184 Roma - telefax 06 69940850

Federigo Tozzi - PAOLO BARCHE CAPOVOLTE
2007€ 16,00 ISBN 978-88-87450-86-6


Laura Lilli - IL BUON DIO E LA TARTARUGA / THE GOOD GOD AND THE TURTLE
2007 - pag. 240 - € 15,00 ISBN 88-87450-77-4
Sassifraga


Prima di diventare Pietro Rosi, il realistico e quotidiano figlio dell’oste del Pesce Azzurro di Con gli occhi chiusi, Tozzi si era letterariamente proiettato in Paolo: un superomistico eroe sconfitto, protagonista di un ermetico poema in prosa di gusto simbolista dedicato a Dio. Un esordio narrativo tra «anima» e «psiche» rimasto segreto, un’opera scritta all’indomani della morte del padre ineludibile nell’ottica del racconto autobiografico cui Tozzi modernamente si affida, sperimentando alter ego e modi espressivi diversi da quelli che costituiranno poi la sua cifra. Ma è proprio così che l’iperculturalismo di Paolo o i bagagli di informazione psicologica visibilizzati dai sorprendenti aforismi di Barche capovolte valgono a delegittimare da subito l’immagine di un Tozzi scrittore di genio sprovvisto di strumenti di cultura, di adeguate risorse utili alla sua indagine: i «misteriosi atti nostri».

Un Gatto, con tutti i suoi balzi felini e i suoi artigli, non può niente contro una Tartaruga e la sua corazza. Ma la Tartaruga, a sua volta, ha i suoi guai, e non sempre è felice nella sua tana portatile. Il Buon Dio ha un catino vecchio e scrostato col quale si arrabatta a versare il Tempo sul mondo. Ha anche un telefonino ultima generazione, comprato per partecipare alla vita, così tecnologizzata, delle sue creature. Ma non finirà bene. Finirà nell'unico modo in cui può finire: la distruzione del mondo, quando finalmente scoppia l'Ira del Dio. Una scrittrice che ha la vissuto intensamente la sua porzione di Novecento, apre il proprio animo e si guarda coraggiosamente allo specchio. E' piena di cicatrici, ma non rinuncia a credere nel Lieto Fine. Tra favole e parabole, fra autobiografia e tragedie sia storiche sia individuali, questa terzaraccolta poetica bilingue di Laura Lilli, ricchissima di immagini e traboccante di quella verità, così impopolare da dire, che il re, comunque lo si guardi, è proprio nudo, conferma l'originalità del il suo stile sorvegliato e musicale.
Mario De Santis - LE ORE IMPOSSIBILI
2007 pp. 90 € 12 ISBN 978-88-87450-82-X
Sassifraga


Vincenzo Di Oronzo - MIMI E SONNAMBULI
Introduzione di Luigi Fontanella
2007 pp 96 € 12.00 ISBN 978-88-87450-81-1
Sassifraga

Un tentativo di costruire una geografia del tempo: i paesaggi e le ore si intrecciano accumulando rovine e persone, tracce letterarie e fantasmi di incontri come scia di una febbrile osservazione del presente, della polvere segreta dei giorni.. Attraverso una rete continua di flash, attraverso la scansione dei ritmi e delle trame sonore del testo, attraverso una serrata andatura di pensieri, la scrittura di De Santis cattura l'energia del nostro presente, ricorda luoghi e persone, spezza dettagli come diamanti.
"La poesia di Di Oronzo procede per accumulo barocco, in cui si dipanano modi e moti analitici/riflessivi di un io sfaccettato. Poesia ricca di riferimenti legati alla tradizione esoterica-imaginista, alla mitologia, alla teosofia e alla filosofia. E' anche una lunga meditazione sulla Morte, sul Tempo e sul nostro effimero Esserci, sulla precarietà delle nostre magnifiche sorti, sui mille volti in cui s'imbatte ogni giorno il nostro sguardo insaziato. Tutto il testo ha un intenso spessore metonimico in cui figure e oggetti danzano simultaneamente".
Aldo Rosselli - BOSTON, L'AVENTINO
2007 pp. 102€ 14,00 ISBN 978-88-87450-80-4
Collana di narrativa Euforbia


Disegni di Dino Patanè Testi di Lorenzo Durante - Poliàlcoli
Interventi critici di Silvia Bordini, Tommaso Lisa e Federico Scaramuccia
2007 pp. 22 € 6,00
Bonsai

Sono tre i viaggi narrati in questo libro. "L'anno 1938 del Professor Zabban" racconta il viaggio di un giovane ebreo da Parigi a Firenze, sua città natale, compiuto nel 1938. Le leggi razziali, emanate dal regime fascista in quell'anno, fanno della sua ebraicità quell'elemento distintivo, ma allo stesso tempo discriminante, che lo sottrarrà all'anonimato in cui si era rifugiato. In "Hotel Bucarest" uno scrittore di successo raggiunge Bucarest dopo la "rivoluzione" del 1989 e in una città desolata, dipinta come uno scenario post-atomico, incontra una élite di intellettuali romeni. Nel racconto che dà il titolo al libro, un professore di lettere fa un viaggio a Boston, ospite di una allieva con cui aveva avuto una relazione anni prima. Il professore, la ragazza e il marito di questa sono coinvolti in un intricato rapporto a tre, in cui nessun personaggio sembra riuscire a prendere una decisione. Solo il cambiamento quasi inspiegabile del professore sblocca infine la situazione. In questo trittico ricorrono i percorsi tipici di Aldo Rosselli attraverso la storia e la memoria, l'identità e lo straniamento esistenziale.
In Poliàlcoli disegni e testi poetici si distinguono per un comune carattere, il segno inizialmente satirico che si trasforma in astrattezza. Nei disegni questa trasformazione appare già raggiunta per l'assenza degli schizzi satirici che da sempre caratterizzano il segno di Patanè, mentre le haiku-strutture di Durante pur seguendo percorsi concreti e quotidiani vengono "denaturati, privati della dimensione lirica" per fissarsi in artificiosità e alienazione.
Marco Caporali - ALLA FINE DEL SOLCO
2007 € 12,00 ISBN 978-88-87450-84-2



Colette - IL RITIRO SENTIMENTALE
A cura di Marie Thérèse Giraud
2007 - pag 176 - € 20,00 ISBN 88-87450-79-8

Il ponte di corda

Quando ad agosto la città si spopola dei suoi “sani” e “sfuggenti” abitanti e diventano più visibili i folli, gli esclusi, quelli che agli angoli delle strade si cerca di non considerare, o quando nel fare teatro ci si affratella durante le prove e per un poco il mondo sembra racchiudersi in quel che si crea, o quando si passa una notte d’estate all’aperto, in quell’estremo Nord dove la luce del sole resta adagiata sull’orizzonte: sono pause del consueto vivere che affiorano in queste poesie, alla fine di un solco che è memoria di un secolo fitto di caduti, ma dove pure si staglia un inizio, nella circolarità dell’esistere, se «alla fine del solco la terra dà frutto».
Il ritiro sentimentale più che l'ultima delle storie dedicate a Claudine è la rappresentazione di una rinascita, il preludio a una nuova condizione di vita. Scritto nei primissimi anni del '900, è il primo libro firmato dall'autrice, che con esso rivendica la sua autonomia di scrittrice e di donna. In questo romanzo, mentre si definiscono i temi più ricorrenti in Colette: l'amore per la natura e per gli animali, i ricordi dell'infanzia, la solitudine, viene rappresentato il suo allontanarsi dal passato, il dispiegarsi di quegli eventi che vi pongono realmente fine, preludendo a una trasformazione che condizionerà tutta la sua futura produzione letteraria.
Massimo Giannotta - CICLO DELLA CRUDELTÀ
Prefazione di Mario Lunetta
2007 - pag. 178 - € 12,00 ISBN 88-85303-72-2
Collana di poesia
Sassifraga

Edoardo Cacciatore - TUTTI I POTERI
2007 € 16,00 ISBN 978-88-87450-87-3


Un periglioso viaggio verso un'enigmatica città assediata ove vige l'abolizione di ogni memoria, mentre incombe l'oscura minaccia del Grande Vortice che ingoierà ogni cosa, una caparbia volontà di resistenza contro ogni logica, ogni speranza, anche se ciò rischia di significare la propria autodistruzione. "Guerra e guerriglia, tecniche di assalto e dispositivi di difesa vengono a dispiegarsi - osserva Mario Lunetta nell'introduzione - nell'ultima parte di questo singolare trattatello poetico-narrativo politecnico e polimorfico sull'Arte della guerra, vista e raffigurata come ormai la sola condizione della nostra vita, malgrado i trucchi e le mistificazioni mediatico-propagandistiche delle centrali del potere e dei loro costruttori di consenso". Dopo Portolano di mari iperborei, La conta di Lancelot, e La fortezza marina, questo libro chiude un percorso epico che, attraversando luoghi della scrittura e dell'esistenza, si dipana cercando la via e il senso attraverso i molteplici livelli della realtà.
«Per l’intensità con cui aggrega pensiero e immagine Cacciatore ha poco in comune con la tradizione lirica italiana del Novecento (se si eccettua, forse, Rebora). E tuttavia questo libro lo restituisce anche a un clima specificamente moderno, lo àncora a una storia riconoscibile. Il poemetto – tale è il libro di Cacciatore – rinasce in Italia in quegli anni, fra “Officina” e “Il Verri”, fra Pasolini e Pagliarani; lo sperimentalismo era nell’aria; e soprattutto era all’ordine del giorno un bisogno di guardarsi in faccia dopo il terremoto del “miracolo economico”. La capacità di dotarsi di tutti i poteri conferiti dalla trasformazione – “poteri di massima terapia o di sterminio totale”, questo sogno di onnipotenza unito a un senso di malattia, non sta alla base anche del “neocapitalismo” di Pasolini, della “palus putredinis” di Sanguineti, della fabbrica di Volponi? La critica a tale capacità è stata la forza del moderno tra anni cinquanta e sessanta, forza poi smarritasi nei meandri della pratica e della ideologia del cosiddetto postmoderno. Il privilegio del tempo e l’acutezza interpretativa di Florinda Fusco, la curatrice, che non a caso, giustamente, mette il tema del “miracolo economico” al centro dell’opera, permettono un’occhiata retrospettiva che, partendo da Tutti i poteri, e assumendolo come cartina di tornasole, ri-colloca l’intero opus poetico di Cacciatore in un orizzonte storico. Non per diminuirne l’originalità, ma per farla stagliare con maggiore nettezza da un panorama comune». (dalla introduzione di Romano Luperini)
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